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Posted By on Mar 3, 2017 | 0 comments


PROIEZIONI CONCETTUALI DI JESSICA CARAGLIA

Jessica ha conseguito la maturità negli studi classici ed è laureata in Scienze della Comunicazione. La sua passione per la fotografia si traduce con un linguaggio simbolico/concettuale. Il termine fotografia concettuale è tanto usato quanto poco definito ma in questo caso rappresenta il mondo dei sogni, quel mondo un pò fiabesco, molto vicino, nell’immaginario collettivo, ai sogni dei fanciulli. Input è il sogno da proteggere come ogni individuo protegge la parte più intima di sé, ma i sogni sono anche una guida nella realtà, infatti Jessica li ritiene: “stella polare nell’affrontare la realtà della vita quotidiana”.

La Fotografia concettuale è un tipo di arte fotografica che inizialmente viene concepita nella mente del fotografo e poi messa in scena per realizzare e comunicare tale visione, si contrappone al fotoretportage che invece denuncia.  Nel suo lavoro Jessica non vuole catturare immagini reali, ma mentali: senza passare da manipolazioni postfotografiche. Le sue composizioni sono volitive e non sensitive, filtrate da un linguaggio fortemente espressionista che rappresenta uno stato d’animo. Concettualmente intenzionale vuole colpire, stimolando, la mente dell’osservatore suggerendogli delle ipotesi di lettura.

La bravura di Jessica non sta dunque nella manipolazione delle immagini (visto che oggi la tecnologia ha permesso alla fotografia concettuale di diventare più surreale con manipolazioni postfotografiche), l’autrice manipola con la mente, che è il suo mezzo fotografico, le sue costruzione mentali sono invece l’obiettivo. Usa simboli figurativi (giocattoli, figure umane, oggetti ecc…) inserite in un contesto naturale creando una favola mentale… bisogna studiare per capire! mettere insieme gli elementi per comprendere profonde metafore visive, stati d’animo. L’intento di Jessica è quello di proporre opere il cui proposito non è il godimento estetico, ma pura attività di pensiero.

Jessica ha ragione a definirsi, ella stessa,“concettuale” infatti i suoi oggetti reali e concreti si innescano simultaneamente in un concettualismo che non ha nulla a che fare con la loro quotidianeità: oggetti di natura diversa che si incontrano in una nuova realtà immaginaria e surreale per dare un senso a cose che esistono solo nella mente di chi ha operato ma che nel loro normale contesto assumono altri significati. La sua proposta è una sorta di ready made in chiave fiabesca, c’è qui fantasia e fermezza di pensiero.

Pascoli e la poetica del fanciullino; la protezione del sogno e dell’innocenza di Chagall; Rothko e le mura domestiche dipinte per riparare l’uomo dalle intemperie del mondo moderno; Sam Taylor Wood, artista e fotografa concettuale, membro del movimento Young British Artists con i suoi corpi sospesi in vuoti mentali con l’intento di protegge l’irreale (puro,come le isole sospese di Magritte) dal reale (contaminato, come il mondo di Ensor), sono testimonianze storico-artistiche forti, create da coloro che vogliono proteggere l’innocenza del mondo, rappresentata (foto) in questo caso da una dormiente che regge un peluche, simbolo di infanzia e innocenza, che fa di uno scatolo la sua casa, il suo “luogosogno” simbolo di fragilità. La proposta concettuale di Jessica diventa atto fiabesco: in attesa di chi sveglierà, con meccanismi di precisione mentale trovando la cominazione giusta, la beata dormiente. Chiara è la visione di un “mondo protettivo”, di uno schieramento in difesa … che l’autrice propone servendosi circondandosene a sua protezione di un grande alleato, forza per eccellenza: la natura. Jessica non tradisce i suoi obiettivi rimane profondamente ancorata al significato delle cose. Questo scatto è la chiara interpretazioni di chi preferisce curare e proteggere i valori non facendoli scalfire dalla mondanità.

antonio caramia

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