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Posted By on Mar 15, 2017 | 0 comments


 

Elena Fornaro Grottaglie

Diplomata in grafica con la passione della fotografia Elena è traduttrice di sogni immaginifici e il suo lavoro fotografico è una triangolazione tra iconografia orientale, immaginazione e tecnica, ma non è ricerca di un look come molti possono intendere. Facciamo chiarezza!

L’origine dell’usanza di adornare i capelli con i fiori risale letteralmente alla notte dei tempi. Le matrone romane già creavano delle vere e proprie corone con i fiori e, se nel Medioevo erano tipiche solo delle spose, nel Rinascimento divennero usanza anche maschile.

Gao Xuanyang, un sociologo cinese dell’università Jiao Tong di Shanghai, ha dichiarato che “non è sorprendente che queste clip floreali siano diventate così popolari in Oriente nel giro di poco tempo, in quanto le persone in genere hanno ciclicamente bisogno di qualcosa di nuovo per arricchire la loro quotidianità, senza interessarsi della provenienza e del significato del look in questione”.

Alla fine dell’800, con il movimento preraffaellita, una classe sociale o l’altra, sceglieva i fiori come migliore accessorio per i capelli. È, dunque, reinterpretazione di Elena molto efficace di una certa moda anni ’30: il riferimento a Billie Holiday è esplicito e non si fa nessuna fatica a notare l’influenza dell’artista messicana Frida Kahlo, osservando i suoi look.

Nel suo scatto, creato ad hoc nella mente di chi ha generato la composizione, Elena traduce una forte sensualità della figura, assolutamente legata alla sfera femminile, coronata di colori pastello dal rosa carne al carminio; una perfetta intonazione cromatica che lascia disincantati. La sua è una composizione ideale e non reale, pulita e vellutata nella forma ma austera e subliminale nel significato. Potenzialmente l’opera esprime, attraverso una moltitudine di significanti quali: fiori, pelle delicata, magrezza della figura, tonalità di luce e colore un concetto ideale di sogno, che è comunicazione parasognica tra l’osservato e il soggetto fotografato che, a sua volta, trasmette ad occhi chiusi uno stato d’animo, un’idea, un pensiero “il sogno inarrivabile anche se non impossibile”, dichiara l’autrice. È il concetto dell’essere sostanza e non forma; del comunicare con i sensi e non con gli effetti. In questa foto non è la forma che da bellezza all’immagine ma è la sostanza stessa che si impadronisce della forma per classificarsi come pura nudità mentale, mai volgare, aristocratica e sensuale, specie nel contorno labbra leggermente aperte che lasciano intravedere l’idea di un apparente cenno alla parola, un sussurro enigmatico e straordinariamente attraente che conferisce a questa opera originalità smisurata. 

Il sogno è il desiderio che spinge l’osservatore verso l’immaginazione…

antonio caramia

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