SEDICIFOTOGRAFIACONFRONTO

Posted By on Mar 15, 2017 | 0 comments


Vito De Gregorio Grottaglie

“Uno spirito libero, con una valigia sempre pronta per partire, piena di lavori, sogni e  aspettative per la sua grande passione che è la musica”, così introduce l’immagine del suo scatto Vito, ribattezzando una foto che a primo impatto sembra avere ispirazione di carattere naturalistico ma che in realtà sfrutta tale contesto per rilanciarsi e far diventare la natura elemento simbolico di ottimismo e positività. La foto di Vito non è la ripresa di un paesaggio con donne come “Eugenia e le sue dame di compagnia” con figure adagiate sull’erba, opera pittorica di Winterhalter, e nemmeno come avrebbe fatto Manet con il dipinto “Colazione sull’erba”, che denuncia ciò che avveniva in quel periodo storico nei giardini di Parigi. La foto di Vito è lo scatto di un sogno, di una speranza; è la foto del futuro. La strategia è fortemente mediatica e comunicativa, esprime esattamente i pensieri di una giovane donna che, sprezzante della realtà, immagina il proprio futuro. La musica il suo strumento di vita, il motivo per cui l’ottimismo ha ragione di esistere. È una fotografia insolita, non c’è un soggetto principale e uno secondario, la foto stessa è soggetto in ogni suo dettaglio, piccolo o grande che sia, ogni dettaglio è sinonimo di qualcosa: il sorriso è ottimismo; i fiori la positività; le foto (CD) nell’erba il futuro e nel contempo la passione.  Tecnicamente la profondità di campo, ben visibile nelle tonalità di verde, serve a dare aria all’immagine e a far si che tutti gli elementi simbolici emergano simultaneamente. La stessa profondità è inconsciamente mozzata in alto dall’autore per non distogliere lo sguardo dalla composizione in primo piano, un po’ come “Le ragazze sulla riva della senna” di Courbet, ma mentre queste rimangono assopite dal calore pomeridiano, la figura di Vito e disinteressata alla temperatura esterna perché vuole essere simbolo di una generazione piena di coraggio e idee. La foto è altamente scenografica e dimostra una grande esperienza e sensibilità da parte dell’autore stesso che riesce a creare una composizione con una illuminazione quasi irreale e cinquecentesca.

Una foto figurativa ma simbolico/concettuale che va analizzata fino in fondo per comprenderne l’efficacia comunicativa.

antonio caramia

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