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Posted By on Mar 13, 2017 | 0 comments


Francesco De Vincentis – Grottaglie

Le foto di Francesco sono di getto, lavora sulla casualità e non s’ispira a nulla (secondo quanto afferma), se non alla pura osservazione diretta; osservare una modella, ad esempio nell’ambito di un model sharing, è un principio fondamentale e un costrutto irrazionale, un misto di “casualità” performance e ispirazione. Le sue immagini non sono classificate come crop quindi esattamente così come scattate. cogliendo soprattutto il movimento, inoltre i suoi soggetti non sono mai in posa. La sua è una fotografia d’esperienza, fatta d’amore per ciò che il mondo propone e ciò che l’artista osserva, egli non è interessato alle correnti artistiche ne ai grandi fotografi, ma in lui si intravedono composizioni stilistiche da “ritratto di alta moda” (inconsapevolmente succede che in un modo o nell’altro arriva il momento in cui si è affiancati a qualche corrente artistica fotografica o a qualche particolare tendenza). Francesco è un naÏf della fotografia e non s’ispira a nessun genere fotografico, cerco di fare sempre qualcosa che possa essere “solo suo”.

Ritiene, a suo dire, che le sue composizioni siano grafiche, anche se questo termine nell’ambito della fotografia lo ritiene dequalificante. Come tutti sappiamo la fotografia ha raggiunto, già dagli inizi del ‘900 lo status di arte maggiore, come la pittura, la scultura e l’architettura, per questo la considera come uno strumento di grande creatività nonostante creda che questa non sia in eterna, nel senso che una volta resa ai posteri diventa puro fatto tecnico. In ogni caso Francesco preferisce essere considerato come un tecnico del mondo della tecnologia, sia quella fotografica che quella della grafica con la buona conoscenza di tanto software .

Nella foto che lui presenta si può notare comunque il perfetto equilibrio del contrapposto e del chiasmo greco classico, la figura è statuaria ma non in posa. Si tratta di un nudo moderno, anche troppo sensuale per essere considerato surreale, mantenendo comunque quel minimo di irrazionalità comunicativa visto lo sguardo verso l’alto della giovane modella che, disinteressandosi dell’osservatore suggerisce un desiderio ancestrale e una via di fuga dal mondo reale. È una scultura viva, moderna e animata ma con una forte componente storica, infatti a primo impatto rivela un’attività di carattere celebrativo somigliando, nel gesto, all’opera storica La libertà che guida il popolo, ma mentre nella famosa opera di Delacroix la figura avanza verso l’osservatore incarnando il popolo, nella foto di Francesco sembra volerne sfuggire disincarnandosi dalla massa ed elevandosi a perfetta figura sognica.

antonio caramia

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