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Posted By on Mar 24, 2017 | 0 comments


 

Giovanni Soldato Monteiasi

Giovanni è nativo di Grottaglie e si è diplomato all’Istituto Statale d’Arte nel ‘94 in Arti grafiche.

Estimatore dalle foto d’impatto, amante dello scatto che lascia senza fiato e con la bocca aperta, usa ormai i sistemi digitali per la ripresa fotografica da due anni circa.

Tra i suoi punti di riferimento vi è Darwin Wiggett, nel quale intravede negli scatti paesaggisti molto del suo modo di osservare.

La sua passione per la fotografia cela ogni impedimento, non esiste pigrizia o stanchezza che gli possano impedire di svegliarsi alle quattro del mattino per un’alba o per catturare le nuvole cariche di pioggia…

In questo scatto, realizzato durante una rievocazione storica di Taranto con riferimenti storici alla Magna Grecia, l’immagine ritrae una fanciulla mentre si prepara per il bagno.

L’autore ritiene che lo scatto sia rubato durante le “…normali vicende di recita rievocativa”, identificandosi  in una composizione di stile classico e storico, ma non è un documento storico il suo scatto, bensì una ripresa passionale ed effimera che rievoca, attraverso la posizione della donna, una bellezza ideale che ritrova i suoi albori nella scultura ellenistica ed ancor più nell’opera neoclassica di Antonio Canova chiamata la Venus italica. Sono soggetti di facile stimolo all’ispirazione quelli in cui la donna viene idealizzata. La sua è una ripresa mai volgare che assume, in questo caso, le sembianze umane di una divinità mitologica di forte spessore storico. Non è una donna sognica ma è una figura irraggiungibile che sa appassionare con le sue virtù senza rinunciare alla propria bellezza esteriore. Giovanni esalta l’aspetto compositivo classicheggiante utilizzando gli schemi compositivi della produzione statuaria greca, rinascimentale e neoclassica, prediligendo i canoni antropometrici, in cui gli equilibri del contrapposto rendono l’immagine partecipe del gioco della bellezza interiore ed esteriore. Lo sguardo rivolto verso il basso fa si che questa divinità sia resa più fragile e più terrena, dunque maggiormente accettata dall’osservatore perché sente l’avvicinamento alla dimensione terrena e non la distanza divinatoria. Altro aspetto che caratterizza lo scatto e rende la figura terrena è l’immersione totale nella natura, una sorta di naturalismo ellenistico che avvicina ancora di più la presunta divinità all’uomo.

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